PROGETTO DI MIGLIORAMENTO SISMICO DI UN FABBRICATO IN C.A.
in Castellammare di Stabia - NA


I "problemi" dei fabbricati in c.a.  realizzati   prima degli anni '80

La filiera delle costruzioni ha messo in luce come gli edifici insicuri, obsoleti, inquinati e inquinanti (costruiti prima dell’introduzione delle norme antisismiche e sull’efficienza energetica) costituiscano il 70% dell’attuale patrimonio edilizio italiano, in gran parte costituito da edifici costruiti nel secondo dopoguerra, periodo caratterizzato da uno sviluppo edilizio tumultuoso e da conoscenze tecniche oggi ampiamente superate.

I continui eventi calamitosi che periodicamente investono, con frequenza sempre maggiore, il nostro fragile territorio (dal sisma in Emilia Romagna a quello dell’Aquila e poi del centro Italia fino al recente crollo del Ponte Morandi a Genova), hanno chiaramente evidenziato che il calcestruzzo e il cemento armato, largamente impiegati nella costruzione di condomini, case e abitazioni in genere, cosi come la muratura, non sono eterni, ma hanno un ciclo di vita il cui stato occorre verificare periodicamente per intervenire in tempo con la più opportuna manutenzione.

 

Alcuni dei problemi principali e fonti di forti preoccupazioni sono :

  • le tecnologie dell'epoca ancora "acerbe", così come i controlli di qualità inesistenti, portavano a materiali da costruzione (calcestruzzo e acciaio, in primis) alquanto "scadenti" e poco performanti;

  • l'età di calcolo standard dei manufatti  (c.ca 50 anni) è stata ormai ampiamente raggiunta o superata, per cui i materiali scadenti di costruzione, sono diventati oggi anche "vetusti";

  • i documenti di progetto sono ormai inesistenti e/o completamente superati e diversi dalla situazione di fatto;

  • la "ignoranza" dell'epoca sui fenomeni sismici, unita alle carenze normative e tecnologiche e di calcolo, hanno permesso forme geometriche e dimensioni strutturali oggi ritenute "molto insufficienti e pericolose"...

Vista dall'altoVista frontale dell'intero fabbricatoVista posteriore - Si vede bene lo SkylineVista dal bassoLo stato di degrado degli sbalziI balconi a sbalzo sullo sbalzo della stanza...
Alcune foto dello Stato di Fatto
Un caso reale: un fabbricato in c.a. di 11 piani ,realizzato negli anni '60 e senza "apparenti" problemi...
Il Modello di Calcolo tridimensionale "ricostruito" dopo
lunghe sessioni di rilievi ed indagini sperimentali

L’edificio risulta composto da n. 11 piani in altezza e presenta una struttura a telaio realizzata con tecnologia costruttiva in cemento armato ed orizzontamenti latero-cementizi. Le facciate sono finite ad intonaco. In maggior dettaglio, l’edificio risulta costituito da:

  • un piano interrato adibito prevalentemente a cantinole-deposito e ad un numero ridotto di box auto raggiungibili tramite un unico accesso (tra l’altro molto ripido e basso) su via Leopardi;

  • un piano terra adibito a negozi ed a sede di una banca, tutti con accesso su viale Europa;

  • dieci piani composti ognuno da quattro alloggi adibiti a civile abitazione, serviti a coppia da due corpi scala distinti e simmetricamente opposti rispetto all’androne d’accesso principale su viale Europa, posto planimetricamente in posizione centrale;

  • un undicesimo piano costituito da un unico alloggio posto planimetricamente in posizione centrale a cavallo dei due corpi scala, da cui risulta parimenti servito.

Il piano interrato ed il piano terra risultano essere di superficie maggiore rispetto al resto del fabbricato per la presenza di una volumetria aggiuntiva, sul lato prospiciente via G. Pascoli, attualmente destinata a sede di una banca.

Le ricerche effettuate presso gli uffici pubblici deputati alla ricezione e conservazione dei progetti architettonici e strutturali originali, invece, ossia l’Ufficio Tecnico Comunale e quello del competente Genio Civile , hanno dato esito totalmente negativo con la conseguente impossibilità di recuperare alcun elaborato esistente e determinando così una grave carenza della documentazione tecnica di partenza.

Per poter proseguire con l’incarico ricevuto, pertanto, si è dovuto provvedere ad effettuare un rilievo radicale e totale, per quanto possibile, dello stato di fatto strutturale, con sopralluoghi tecnici e  indagini strumentali mirate.

Il tutto finalizzato alla redazione dei grafici (carpenterie e sezioni) necessari a pianificare le successive indagini strumentali per il  raggiungimento del necessario e voluto Livello di Conoscenza dello stato di vetustà dei materiali costituenti l’organismo strutturale del fabbricato, nonchè ad acquisire le necessarie conoscenze ed informazioni per la successiva costruzione del modello di calcolo numerico.

I Risultati della Vulnerabilità Sismica dello Stato di fatto e il Progetto degli Interventi di Miglioramento Statico ...

L’edificio oggetto di analisi è risultato essere in situazione di equilibrio critico in molti punti già per soli carichi verticali (gravitazionali) per effetto essenzialmente della vetustà riscontrata per il materiale calcestruzzo e il sottodimensionamento di molti pilastri e travi unito ad una diffusa esiguità delle armature esistenti.

Ovviamente, la situazione statica dell’intero edificio sotto sisma diviene ancora più critica, aggravandosi notevolmente, con la struttura originaria che non risulta capace di opporre alcuna resistenza a forze sismiche anche di ridotta intensità.

Per il “combinato disposto” delle problematiche riscontrate di carattere geometrico, di materiale e di dimensioni, l’unico intervento di miglioramento statico e sismico utile ed efficace risulta essere quello di un potenziamento diffuso di tutti gli elementi strutturali e dei corrispondenti nodi di intersezione, che porterà ad un guadagno di almeno 2-3 classi di rischio sismico, oltre a ripristinare gli adeguati livelli di sicurezza per i carichi gravitazionali anche più gravosi.

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Alcune immagini della Relazione di Analisi di Vulnerabilità: il modello di calcolo, i primi 3 modi di vibrare del fabbricato e alcuni stati sollecitativi "preoccupanti" per su alcuni dei telai più significativi

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